L’introspezione psicologica del bel volto, turbato dal presagio dei futuri disinganni della passione, è quella, tutta lombarda, dei seguaci del Cavalier Del Cairo come di un Danedi innestato di particolare grazia.
Il soggetto, per quanto non specificamente descritto, si deduce dal Ripa, giacché la bellezza femminile ha “una ghirlanda di gigli e ligustri in testa”, che ci mostra l'”essere bianca, morbida e soda, qualità necesarissima in una donna bella”; e nella mano “ha un dardo, che fa una piaga nel principio quasi insensibile e poi cresce a poco a poco, e penetrando molto dentro, è difficile potersi cavare”, così evocando “degli amorosi strali le ferite mortali” (Monteverdi). Il compasso indica “la misura”; la mano sul petto l’accorata partecipazione al sentimento promosso.
Roberta D’Adda
Amore duraturo
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Titolo
Amore duraturo
Autore
Data
1670 - 1675
Collocazione
Tipo di oggetto
Insieme di appartenenza
Dimensioni
cm
119
x 94
Inventario
DI1050
Ingresso
1914, legato, Teodoro Filippini
Bibliografia
Mondini M., [Scheda] in Pinacoteca Tosio Martinengo. Catalogo delle opere. Seicento e Settecento, Venezia 2011, pp. 41-45, cat. 13c