Elencata senza attribuzione nel Riepilogo del legato Tosio del 1844, la piccola tavola devozionale fu poi dal 1846 indicata come opera di Giovanni Bellini, mentre in tempi più recenti si è ritenuto più appropriato ritenerlo di mano di un anonimo veneziano della prima metà del XVI secolo, se si esclude la proposta di Boselli di assegnarla a Rocco Marconi, forse il più brillante degli allievi belliniani. Del grande maestro veneziano un dipinto molto simile, firmato, è conservato nelle collezioni della Real Academia de San Fernando di Madrid, da datarsi circa al 1502 per la stretta vicinanza con il volto del Cristo del Battesimo della Basilica di Santa Corona a Vicenza. Il Salvatore di Bellini, a sua volta imparentato con il Cristo benedicente di Antonello da Messina alla National Gallery di Londra, fu il prototipo per almeno ventisette copie, eseguite da allievi o seguaci. Per il dipinto della Pinacoteca nel 1962 Fritz Heinemann ha fatto il nome di Andrea Previtali.
Dallo sfondo scuro, la testa di Cristo emerge non frontale ma ruotata leggermente verso la sua destra, così che la luce tersa evidenzia un lato del volto e del busto, esaltando lo sguardo fermo e pensoso, che evita il riguardante. Il recente restauro ha eliminato le vernici che oscuravano ingiallendoli i colori: il vivace rosso della tunica orlata d’oro è accoppiato al blu lapislazzuli del mantello, mentre il biondo della barba e il marrone dorato dei capelli incorniciano il delicato rosa del busto e del viso, su cui spiccano i grandi occhi dalle nere pupille che rivelano l’interiore sentire.
Giambattista Ceruti
Busto di Cristo
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Titolo
Busto di Cristo
Data
1517
Collocazione
Tipo di oggetto
Dimensioni
cm
33
x 28
Inventario
DI132
Ingresso
1844, legato, Paolo Tosio
Bibliografia
Riva M. A., [Scheda] in Pinacoteca Tosio Martinengo. Catalogo delle opere. Secoli XII-XVI, Venezia 2014, pp. 359-361, cat. 201