I tre cammei in conchiglia con la superficie convessa, montati a spilla, sono custoditi in un elegante astuccio di velluto rosso. Due presentano un volto maschile rivolto a destra, in redingote, con jabot; in uno i capelli sono a caschetto con lunghe basette, nell’altro sono ricci come la barba e i baffi. Nel terzo cammeo è raffigurato invece un busto femminile volto a destra, con i capelli raccolti sulla nuca “a cesto” e ricadenti in tre grossi boccoli; l’abito panneggiato è trattenuto da una spilla sulla spalla. L’etichetta sulla scatola recita “G. Sangiorgi Roma n. 489” ma purtroppo non è determinante nell’individuare la provenienza dei tre manufatti. Potrebbero provenire dalla collezione di Giorgio Sangiorgi o essere stati venduti dalla Galleria Sangiorgi, attiva a Roma agli inizi del Novecento. In ogni caso, essi sono un’importante testimonianza del periodo di popolarità e successivo declino dell’incisione su cammeo. Infatti, fu proprio la produzione “industrializzata” di cammei in conchiglia, destinati ad un pubblico modesto e poco esigente, una delle principali cause della crisi, a partire circa dal 1830, e del progressivo esaurirsi della glittica. I tre cammei in esame erano quindi probabilmente souvenir di viaggio, acquistati dai nobili viaggiatori impegnati nel Gran Tour italiano. Non è purtroppo possibile identificare le persone ritratte, che potrebbero essere legate da parentela, così come non è semplice individuare la bottega di produzione.
Busto femminile
Share
Close
Titolo
Busto femminile
Autore
Data
1840 - 1860 ca.
Collocazione
Tipo di oggetto
Insieme di appartenenza
Materia e tecnica
Dimensioni
cm
4.95
x 3.99
Inventario
CM44
Ingresso
s.d., Ignoto
Bibliografia
Tassinari G., Cammei, intagli, gemme vitree e paste vitree in Collezioni e collezionisti. Arti applicate dei Civici Musei di Arte e Storia di Brescia, Brescia 2012, p. 337, cat. IX/27