Il motivo ispiratore è il rilievo padovano di Donatello con lo stesso soggetto, al quale risale il gesto disperato di Maria Maddalena; un preciso ricordo di un’incisione mantegnesca si ritrova poi nel gruppo raccolto intorno alla Madonna. Tuttavia la solenne partitura narrativa e la pausata monumentalità delle figure denunciano esperienze romane, della scultura imperiale (arco di Traiano?) e forse anche della Deposizione Baglioni di Raffaello. Di qui l’ipotesi di una datazione della placchetta alla piena maturità del Riccio.
La placchetta è nota anche in terracotta e in due versioni bronzee, con e senza l’iscrizione, da tradurre così: “In questa tomba viene chiuso colui che tutto il mondo non può contenere”. È possibile che, anche alla luce dell’iscrizione, il piccolo rilievo fosse utilizzato come portella di tabernacolo.
La commistione tra impianto tardo-antico e ispirazione cristiana si inquadra in quel processo di assimilazione del linguaggio classico, come componente erudita dello stile rinascimentale, che è tipica dell’arte italiana del pieno Rinascimento.
Deposizione di Cristo nel sepolcro
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Titolo
Deposizione di Cristo nel sepolcro
Data
1515 - 1520 ca.
Collocazione
Tipo di oggetto
Materia e tecnica
Dimensioni
cm
11.7
x 16.4
Iscrizioni
Sul sarcofago
: QVEM TOTVS NON / CAP ORB IN HAC / TVMBA CLAVDIT
Inventario
PL109
Ingresso
1863, legato, Camillo Brozzoni
Bibliografia
Gasparotto D., Le placchette in Collezioni e collezionisti. Arti applicate dei Civici Musei di Arte e Storia di Brescia, Brescia 2012, p.259, VI/5