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Il rimando alla scuola napoletana intende sottolineare le affinità stilistiche di questo dipinto con quelli di Mattia Preti. Il soggetto costituisce un’illustrazione letterale del Ripa: “Giovane ignuda, con trecce d’oro, coronata di lauro, sia bella e risplendente, sederà sopra il cielo stellato, tenendo una palma nella sinistra mano e nella destra una fiamma di fuoco, alzando gli occhi in alto, con segni d’allegrezza”. Un simbolo della celeste beatitudine da porre a riscontro della gioia caduca dell’Allegrezza (inv. 1051).
Roberta D’Adda

Titolo
Felicità eterna
Data
1670 - 1675
Collocazione
Tipo di oggetto
Insieme di appartenenza
Materia e tecnica
Dimensioni
cm 131 x 95
Inventario
DI1049
Ingresso
1914, legato, Teodoro Filippini
Bibliografia
Mondini M., [Scheda] in Pinacoteca Tosio Martinengo. Catalogo delle opere. Seicento e Settecento, Venezia 2011, pp. 41-45, cat. 13b