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Alla stessa data di altri celebri disegni quali Il lamento (inv. 1750) e Il silenzio (inv. 1753), La libidine segna un ulteriore avanzamento dell’indagine. La geometrizzazione ritmico-astratta si formalizza in un incrocio di linee diagonali e perpendicolari che convergono al centro dell’immagine marcandone il punto focale. Ciò, oltre a indicare una stilizzazione della forma più rigorosa, si presta a un’interpretazione psicologista: la donna, rappresentata come simbolo sessuale, diventa il centro che ossessiona la mente umana. La costruzione geometrica del disegno ha un’impostazione vicina ai grafici per mezzo dei quali Previati esemplifica esperienze di diffrazione luminoso-cromatica e sembra preludere nelle soluzioni grafiche a Prismi (inv. 1756).

Titolo
La libidine
Data
1905
Collocazione
Tipo di oggetto
Materia e tecnica
Dimensioni
cm 62 x 47
Stemmi, emblemi, marchi
etichetta : Raccolta Romani
Inventario
DS1741
Ingresso
1964, acquisto
Bibliografia
D'Adda R., La costruzione della memoria. Le opere di Romolo Romani nelle collezioni dei Musei Civici di Brescia in Romolo Romani. Anima e visioni, Rovereto 2021, p. 38