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Il dipinto fu presentato all’Esposizione di Belle Arti dell’Accademia di Brera nel 1844, assieme ad altre quattro tele dello stesso Hayez. Il tema biblico abbraccia la nuova tendenza verso l’orientalismo, genere molto in voga all’epoca, che permetteva agli artisti nuove composizioni e indagini alternative sulla rappresentazione del corpo, del costume e del paesaggio. Il tema della riconciliazione era sicuramente attuale in riferimento all’auspicio della pace tra i popoli. L’iconografia ripercorre la vicenda riportata nel libro della Genesi, nel quale si legge che Giacobbe, dopo un lungo tempo di esilio dettato dai dissapori con Esaù, rientra in patria dove il fratello lo attende con 400 soldati. Giacobbe dopo aver mescolato donne e bambini della sua tribù, postosi alla testa del corteo si inchina sette volte avanzando verso Esaù, che commosso dall’atto di sottomissione lo abbraccia piangendo. Il dipinto alla sua presentazione generò tra i critici pareri discordanti. Sicuramente rilevante fu il gesto innovativo di Hayez che rilesse la grande pittura veneta rielaborandola con una tavolozza più fredda desunta dalla pittura tedesca. L’opera. vero inno al bello morale, fu preceduta da numerosissimi studi, che indicano un impegno particolare del pittore, da intendersi anche in funzione del committente, Camillo Brozzoni, collezionista bresciano tra i più colti e raffinati nel panorama internazionale dell’epoca.
Roberta D’Adda

Titolo
L’incontro di Giacobbe ed Esaù
Data
1844
Tipo di oggetto
Materia e tecnica
Dimensioni
cm 208 x 300
Inventario
DI338
Ingresso
1863, legato, Camillo Brozzoni
Bibliografia
Lissoni Elena, [scheda] in Francesco Hayez, Cinisello Balsamo, Milano 2015, pp.244-246, cat.74