Share
Close

I due ritratti sono lacerti della decorazione che abbelliva il palazzo che Niccolò Orsini (1442-1510), conte di Pitigliano e capitano generale delle milizie della Serenissima, si era fatto costruire a Ghedi attorno al 1505-1509, dopo aver ottenuto dalla Repubblica di Venezia l’investitura a feudatario della quadra nel 1498 a compenso dei servigi resi. Romanino, allora alla sua prima prova indipendente, dovette lavorarvi fra il 1508 e il 1509, a quanto sembra affrescando la loggia e il salone del palazzo. Il conte, tuttavia, non potette godere della residenza, perché morì nel 1510, ma già la disastrosa sconfitta del maggio del 1509 a Agnadello portò all’occupazione del palazzo da parte dei francesi. La dimora fu poi vittima di un incendio, appiccato dai tedeschi nel 1516, che causò la rovina delle decorazioni.
Gli affreschi superstiti che decoravano la loggia, strappati e dal 1895 conservati allo Szépművészeti Múzeum di Budapest, celebrano l’assunzione delle condotte militari da parte dell’Orsini: nei tre episodi lo si vede ricevere il labaro dal doge di Venezia Leonardo Loredan, dal papa Innocenzo VIII e dal re di Napoli Alfonso II.
I due ritratti di Brescia proverrebbero dalla decorazione del salone del palazzo ghedese e raffigurano il conte nell’effigiato calvo e lo zio Napoleone Orsini, come ha stabilito Alessandro Nova, sulla scorta della Historia di Casa Orsina di Francesco Sansovino (1565), dimostrando prive di fondamento le identificazioni con altri celebri condottieri del tempo, il Gattamelata o Bartolomeo d’Alviano.
Le due teste della Pinacoteca furono donate da Tito Speri, l’eroe risorgimentale e martire di Belfiore, in ricordo del padre Giovanni Battista, all’epoca noto estrattista, che effettuò lo strappo nel 1843, come testimonia la lunga iscrizione posta sul retro del ritratto del conte di Pitigliano.
Lo stato di conservazione ha reso complicata la storia attributiva dei due ritratti ma un documento ritrovato da Camillo Boselli nel 1969 ha permesso di stabilire che Romanino rivendicava dei crediti nei confronti degli eredi Orsini per lavori da lui eseguiti a Ghedi nel 1509.
Le teste della Pinacoteca sono state collegate ad alcuni Uomini d’arme conservati nella Fondazione Ugo da Como di Lonato.
Giambattista Ceruti

Titolo
Nicolò Orsini, conte di Pitigliano
Data
1508 - 1509 ca.
Tipo di oggetto
Materia e tecnica
Dimensioni
cm 75,5 x 61,5
Inventario
DI33
Ingresso
1853, legato, Tito Speri
Provenienza
1843 ante, Ghedi, Palazzo Orsini
Bibliografia
Zambolo M., [Scheda] in Pinacoteca Tosio Martinengo. Catalogo delle opere. Secoli XII-XVI, Venezia 2014, pp. 175-178, cat. 98a