Share
Close

L’olandese Pieter Mulier deve il suo soprannome all’essere uno specialista nella raffigurazione di marine, soprattutto travolte da tempeste di mare. Era figlio e allievo di un pittore di Haarlem con lo stesso nome e nel periodo della sua prima attività si dedicò alle scene di caccia. Nel 1656 si trasferì in Italia, stabilendosi a Roma, dove fino al 1668 tenne una fortunata bottega e fu richiesto anche per la decorazione di ambienti.
Apprezzato per la sua interpretazione “romantica” della natura, fu in seguito a Genova, dove finì imprigionato per vari anni (1676-1684), condannato per l’omicidio della prima moglie, ma dove continuò a dipingere. Si spostò poi nell’Italia settentrionale, innanzitutto a Milano, protetto dal conte Vitaliano VI Borromeo, al cui servizio è ricordato nella residenza dell’Isola Bella, ed anche in altre località del Nord Italia, fra cui Brescia, come certifica l’iscrizione che compare al centro, sopra il cane addormentato, del Paesaggio notturno con pastori: “Cavaglier Pietro Tempesta Brescia 1697”. Probabile frutto di quel soggiorno sono i numerosi quadri del Tempesta che a metà Settecento arricchivano varie collezioni bresciane.
Il ritrovamento di alcuni documenti ha consentito di stabilire che le due tele della Pinacoteca appartenevano in origine alla collezione bresciana degli Avogadro. All’estinzione della famiglia, a inizio Ottocento, le opere divennero, per via ereditaria, di proprietà Fenaroli; alla dispersione di quest’ultima raccolta vennero acquistate dall’antiquario Coen, che le vendette successivamente al restauratore e antiquario Andrea Mignani, dalla cui famiglia passarono nelle collezioni civiche.
La stessa provenienza e le misure pressoché identiche hanno indotto la critica a pensare che i due dipinti siano nati in coppia; tuttavia, le differenze di dimensione delle figure in rapporto al paesaggio lasciano spazio a qualche interrogativo e all’eventualità di un accoppiamento successivo.
La tela con la scena di pesca è collocata di notte ed è giocata sul contrasto fra l’ombra creata dall’imponente albero posto al centro della tela e lo sfondo illuminato dal chiarore di una grande luna piena, in parte velata dalla nuvolaglia, i cui riflessi dorati accrescono la chiarità generale. Nella scena in primo piano una coppia di pastori, forse padre e figlia, riposa attorniata dalle bestie. La giovane donna dorme, mentre l’uomo più anziano veglia. Sulla destra la collina sale a dei ruderi di un edificio, scoprendo in controluce due mucche in riposo, forse un poco fuori scala. Alla sinistra il paesaggio si distende verso una piana in cui scorre un fiume che riflette la luce lunare e sulle cui rive un gruppo di pescatori è intento alla raccolta delle reti. Sulla estrema sinistra, la macchia scura dei ruderi di un alto edificio, forse un tempo una torre, preceduta da una abitazione di contadini, dove attraverso una porta aperta si scorge un interno illuminato.
La seconda tela con la caccia al cervo è ambientata di giorno: fra quinte alberate, si scopre una vallata attraversata da un fiume, che si perde sino a alte montagne azzurrognole. Sulle riva sopraggiungono cavalieri, battitori e cani che stanno per sopraffare un cervo ormai sfinito, giunto alle acque che non potrà guadare. In primo piano sulla sinistra, illuminate dal sole che sta alzandosi, sono due giovani e vezzose pastorelle attorniate dai loro greggi al pascolo. Sorprese dallo scompiglio portato dalla battuta di caccia, sembrano commentare quanto accade.
Una intonazione dorata pervade le due tele che raggiungono pienamente lo scopo decorativo nell’armoniosa fusione dei colori e nella trasognata ambientazione arcadica.
La concezione della scena con i pescatori deriva in parte (per i personaggi, in controparte) da un’opera dipinta per i Borromeo (Paesaggio con annuncio ai pastori, ancora nelle raccolte dell’Isola Bella).
La critica ritiene possibile un apporto di bottega per la scena di caccia per la maggiore armonia e per di carattere più classicheggiante, in particolare le due figurine.
Giambattista Ceruti

Titolo
Paesaggio notturno con pastori e, sul fondo, una scena di pesca
Data
1697
Collocazione
Tipo di oggetto
Materia e tecnica
Dimensioni
cm 131 x 199
Iscrizioni
In basso al centro, sulla pietra : Cavaglier / Pietro. Tempesta / Brescia 1697
Inventario
DI646
Ingresso
1929, deposito, Stato italiano
Provenienza
XVIII secolo, Brescia, Collezione Avogadro
1881 ante, Brescia, Collezione Fenaroli
1881, Brescia, Collezione Achille Coen
1897 ante, Brescia, Collezione Angelo Mignani
1929 ante, Brescia, Collezione Anna Ferioli Mignani
Bibliografia
Laureati L., [Scheda] in Pinacoteca Tosio Martinengo. Catalogo delle opere. Seicento e Settecento, Venezia 2011, pp. 63-65, cat. 26