Questa grande Natività fu dipinta da Moretto per la chiesa bresciana di Santa Maria delle Grazie, presumibilmente intorno al 1530, in coincidenza con la celebrazione della prima messa all’altare maggiore, presso il quale appunto fu disposta e rimase collocata fino al 1888, quando il Comune la trasferì alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
La datazione al 1530 ben si combina con i caratteri stilistici dell’opera, che rivela l’interesse di Moretto per la pittura del periodo fiorentino di Raffaello, evidente nella produzione collocabile sul finire degli anni Venti: da questo influsso derivano la nobile compostezza delle figure e il prezioso accendersi dei toni che – dal timbro dominante ancora debitore dei grigi di Foppa – si ravvivano nei panneggi delle vesti, fin a raggiungere il climax nelle tuniche rosso-aranciate degli angeli. La partitura architettonica riprende un motivo attestato in varie incisioni di Albrecht Dürer, suggerendo la presenza di un antico tempio in rovina al quale si addossa una tettoia in legno e paglia. Ai modelli del maestro tedesco sembra di dover ricondurre anche la più generale intonazione “romantica” dello sfondo, nel quale rovine, alberi e paesaggio si fondono in un insieme suggestivo.
La composizione unisce due diversi episodi legati al tema della Natività: quello dell’adorazione dei pastori (visibili sulla sinistra) e quello cosiddetto della levatrice incredula, narrato nei Vangeli apocrifi. Secondo questo racconto, una delle due donne che assistettero la Madonna fu punita con la paralisi di una mano per non aver creduto al parto virginale di Maria e in seguito, quando un angelo le ordinò di toccare il Bambino, la sua mano guarì miracolosamente. Tra le figure che assistono al fatto – ritratte in una studiata varietà di pose e atteggiamenti che attesta come già accennato l’interesse di Moretto per Raffaello – si instaura un clima di naturalezza spontanea e dolce familiarità. Sulla destra, in piedi, figura un ignoto esponente della congregazione degli eremiti di San Gerolamo, che all’epoca della realizzazione della pala officiavano la chiesa delle Grazie. La presenza di questo donatore spiega conseguentemente anche quella del santo eponimo dell’ordine, inginocchiato in primo piano.
Pala delle Grazie
Share
Close
Titolo
Pala delle Grazie
Data
1530 - 1535 ca.
Collocazione
Tipo di oggetto
Dimensioni
cm
412
x 278
Iscrizioni
In alto al centro, sul cartiglio retto dagli angeli
: DEVS / HOMO / FACTVS / EST
Inventario
DI72
Ingresso
1888, deposito, Santuario di Santa Maria delle Grazie, Brescia
Provenienza
1888 ante, Brescia, Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Bibliografia
Guazzoni V., [Scheda] in Pinacoteca Tosio Martinengo. Catalogo delle opere. Secoli XII-XVI, Venezia 2014, pp. 223-226, cat. 116