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La tela è parte del legato con il quale Paolo Tosio istituì la Pinacoteca civica; è possibile che in precedenza si trovasse nella collezione di Paolo Brognoli, amico di Tosio e a lui legato anche da un’intensa attività di vendita e scambio di dipinti. Nella sua collezione, infatti, era menzionato un dipinto raffigurante un “guerriero vestito di ferro” attribuito a Paolo Veronese, artista al quale le notizie più antiche riferivano anche l’opera qui in esame. Tale antica attribuzione è stata in seguito rivista, per arrivare a quella, a oggi incontestata, a favore del pittore di origine bresciana Pietro Maria Bagnatore.
Il ritrovamento di un vago appunto di mano di Tosio ha fatto sì che in passato si sia consolidata l’ipotesi che nell’uomo qui ritratto sia da riconoscere il pittore e trattatista milanese Ambrogio Figino: se confermata, tale identificazione costituirebbe un fatto di suggestione straordinaria e inserirebbe il pittore bresciano nel dibattito culturale del tempo, avvicinandolo ad alcuni dei suoi indiscussi protagonisti. Recentemente tale ipotesi ha trovato sostegno, fra l’altro, nel fatto che tutta la famiglia Figino fabbricava armi e armature famose in Europa, per le quali il pittore fornì disegni decorativi anche in età avanzata.
Il ritratto presenta un uomo inquadrato a tre quarti di figura e posto leggermente di sbieco rispetto all’osservatore: la posizione è sottolineata dall’incidenza della luce sul pettorale dell’armatura, minuziosamente descritta in tutti i dettagli strutturali, materici e decorativi. Il cavaliere tiene la destra su un elmo, ornato da uno sfarzoso pennacchio di piume rigorosamente intonate alla dominante grigia che, con tutte le possibili variazioni, detta il tono di tutta la tela. La mano sinistra trattiene la splendida spada dal pomo finemente lavorato. Le luci bianche dei riflessi metallici sembrano condensarsi nel candido colletto in stoffa, sul quale spicca il volto severo e pensoso, segnato da ombre profonde e rughe di preoccupazione.
La monumentalità della figura si spiega con la formazione romana del pittore; la sua spiccata attitudine per il disegno e per la prospettiva si manifesta nella puntuale costruzione dell’armatura e nella restituzione sicura dello scorcio dell’elmo, degli spallacci e della resta.
Roberta D’Adda

Titolo
Ritratto di uomo in armatura
Data
1596
Tipo di oggetto
Materia e tecnica
Dimensioni
cm 107 x 85,5
Iscrizioni
In alto a destra, sul fondo : AET. AN. 42. / 1596.
In basso al centro, sul pomolo dell'elsa : 1596
Inventario
DI143
Ingresso
1844, legato, Paolo Tosio
Provenienza
1820 ante, Brescia, Collezione Paolo Brognoli (?)
Bibliografia
Anelli L., [Scheda] in Pinacoteca Tosio Martinengo. Catalogo delle opere. Secoli XII-XVI, Venezia 2014, pp. 293-294, cat. 153