Share
Close

Questo cammeo riprende una famosa scena raffigurata in un affresco databile tra la tarda età augustea e la tiberiana (Napoli, Museo Nazionale), ritrovato nel 1759 negli scavi presso Gragnano, vicino a Stabia. Il tema fu identificato con il titolo della Venditrice di Amori ed ebbe una straordinaria fortuna, dando luogo a componimenti poetici e rielaborazioni, come le tempere di Canova (1798-99) e il rilievo di Thorvaldsen (1824). Nella composizione vediamo una donna anziana abbigliata con un chitone, seduta con tre eroti: uno è imprigionato in una gabbia, un altro è trattenuto per un’ala dalla proprietaria, mentre il terzo si avvicina ad una giovane seduta, interessata ad acquistarli. Dietro vi è un’altra donna stante che appoggia una mano sulla spalla della compagna e tende l’altra verso l’erote. La scena raffigura Indigenza che vende i tre amori Eros, Himeros e Pothos a Venere assistita da Persuasione e probabilmente allude alla punizione inflitta da Venere a Eros, che nell’affresco è poi liberato dalla gabbia, dopo essersi pentito delle proprie monellerie. Nel cammeo, l’episodio è ridotto all’essenziale e le figure sono più ravvicinate che nell’affresco, nonostante si mantenga piuttosto fedele al modello. Poiché l’affresco fu riprodotto fino agli anni Settanta del XIX secolo non si hanno purtroppo elementi per circoscrivere la datazione del cammeo. L’attenzione al prototipo suggerisce di datare l’esemplare tra quelli realizzati tra il 1762 e gli inizi dell’Ottocento.

Titolo
Venditrice di amori
Data
secc. XVIII/ XIX
Collocazione
Tipo di oggetto
Materia e tecnica
Dimensioni
cm 2.31 x 2.79
Inventario
CM18
Ingresso
1844, legato, Paolo Tosio
Bibliografia
Tassinari G., Cammei, intagli, gemme vitree e paste vitree in Collezioni e collezionisti. Arti applicate dei Civici Musei di Arte e Storia di Brescia, Brescia 2012, p. 335, cat. IX/20